Tre uomini, forse fantasmi, si misero in cammino verso la grotta, nel Monte Ida (Monte Psiloritis), dove sarebbe stato nascosto dalla madre il piccolo Zeus. Erano Clinia di Creta, Megillo di Sparta e un “ospite Ateniese” (che altro non è che Platone, che racconterà la storia nel suo ultimo dialogo: Leggi).
Nacque Creta, secondo Omero figlio primogenito, terzogenito secondo Esiodo; venne nascosto dalla madre in una grotta del monte Ditte, per evitare che Crono lo divorasse, per evitare l'avverarsi della profezia che lo voleva destituito da un proprio figlio.
Nella mitologia greca, Zeus fu sconfitto due volte. La prima volta fu Tifone, il più grande e il più forte di tutti i mostri delle leggende elleniche, nato da Gaia e Tartaro (letteralmente la Terra e l'Inferno), che dopo averlo disarmato gli strappò i tendini delle gambe e lo rinchiuse in una grotta.
Dopo la sua impresa, Crono divenne la principale divinità della Terra, ma non purtroppo non si rivelò molto meglio del padre. Dopo aver appreso da un oracolo che un figlio avrebbe potuto spodestarlo, Crono infatti cominciò a divorare i figli che ogni volta generava insieme a Rea, la sua sposa.
Rea partorì Zeus a Creta, consegnando al suo posto a Crono una pietra fasciata con dei panni che egli divorò immediatamente. La madre nascose Zeus in una cesta sospesa ad un albero, sorvegliato dai Cureti, creature danzatrici del monte Ide, dalle ninfe dei fiumi e dalla capra Amaltea.