In italiano, i numeri cardinali composti si scrivono generalmente uniti in un'unica parola (es. cinquantanove, trecentoventuno). Le eccezioni principali riguardano i composti con "uno" (che possono subire troncamento: ventun anni) e quelli che finiscono con "tre" (accentati: ventitré).
Di solito, in letteratura, i numeri vanno scritti per esteso, a meno che non si tratti di orari o percentuali. Quindi: “Ho vinto mille euro al tavolo del poker”. “Gli anni Ottanta” e non “'80”; “Primo Novecento” e non “Primo '900”.
Si scrivono unendo le parole senza spazi (es. "duecentomila"), usando l'elisione per "uno" e i composti (es. "ventun anni", "un\'idea", "ventitré"), e rispettando le regole di grammatica, con eccezioni come "mille" (che fa "mila") e "milione/miliardo" (che sono sostantivi e prendono il plurale). La scelta di scriverli in lettere o cifre dipende dal contesto (narrativo/formale vs tecnico/scientifico), ma in testi formali spesso si preferiscono le lettere per numeri piccoli (fino a cento).
I simboli vanno poi sempre scritti da sinistra a destra, da quello di valore maggiore a quello di valore minore; quando non è rispettato tale ordine, allora il numero di valore minore va sottratto.