Sì, gli antichi Romani curavano l'igiene orale utilizzando polveri abrasive (ossa/gusci d'ostrica macinati) e collutori, tra cui l'urina per il suo contenuto di ammoniaca sbiancante. Utilizzavano bastoncini sfilacciati come spazzolini e, per la pulizia tra i denti, si servivano di stuzzicadenti. La cura dei denti era importante, con rimedi come collutori a base di erbe per il mal di denti.
La storia dello spazzolamento dei denti inizia nell'antico Egitto, circa 5.000 anni fa. I primi ad aver avuto l'idea di masticare i rami dell'albero di arak per pulire i denti.
I Romani, noti per la loro igiene personale avanzata, usavano l'urina come antico sbiancante. Contenente ammoniaca, l'urina veniva utilizzata per pulire i denti e renderli più bianchi. Fortunatamente, l'odore penetrante dell'ammoniaca è stato superato dalle moderne paste dentifricie profumate!
Gli antichi Romani curavano il proprio corpo quanto bastava alle esigenze della pulizia personale e dell'igiene. "Si lavavano tutti i giorni le braccia e le gambe, per la necessaria pulizia dopo il lavoro; ma solo ogni nove giorni facevano un bagno completo", ci ricorda Seneca.