Il datore di lavoro è obbligato a fare il conguaglio fiscale?

Domanda di: Teseo Bernardi  |  Ultimo aggiornamento: 23 giugno 2026
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Sì, il datore di lavoro è legalmente obbligato a effettuare il conguaglio fiscale, agendo come sostituto d'imposta. Entro il 28 febbraio dell'anno successivo (o alla fine del rapporto), calcola le imposte definitive dovute sui redditi annuali, conguagliando le ritenute IRPEF mensili con l'IRPEF effettiva, applicando detrazioni e crediti in busta paga.

Cosa succede se non viene fatto il conguaglio?

La mancata effettuazione del conguaglio da parte del datore può comportare: Responsabilità fiscale per l'azienda. Possibili sanzioni. Difficoltà per il dipendente nella dichiarazione dei redditi.

Quando il datore di lavoro fa il conguaglio?

In occasione del 31 dicembre di ogni anno il datore di lavoro è tenuto ad effettuare le operazioni di conguaglio fiscale in busta paga effettuando il corretto calcolo delle imposte dovute e delle detrazioni applicate annualmente; operazione della quale se ne occuperà lo Studio.

Quando viene fatto il conguaglio sulla busta paga?

Le tempistiche sono le seguenti: il conguaglio va fatto entro il 16 Gennaio dell'anno successivo a quello d'imposta. In caso di cessazione del rapporto di lavoro durante l'anno, il conguaglio si effettua alla data di cessazione.

Chi effettua il conguaglio fiscale?

I datori di lavoro sono tenuti a effettuare un conguaglio annuale delle imposte dovute dal dipendente entro il 28 febbraio dell'anno successivo, o in corso d'anno nel caso di cessazione del rapporto di lavoro.

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