La maggior parte degli indiani pratica l'induismo, una religione complessa che crede in un'unica realtà suprema e assoluta chiamata Brahman, spesso manifestata in molteplici divinità. Le forme principali del divino sono la Trimurti (Brahma, Vishnu, Shiva), venerate insieme a dèi come Ganesh e Krishna, rappresentando aspetti ciclici della creazione, conservazione e distruzione.
Shiva, la divinità maggiormente venerata in India, è figura ambivalente, che sintetizza qualità opposte e speculari: se da un lato egli possiede il pieno potere della fecondità, sintetizza altresì tutte le energie delle esperienze mistiche ed è chiamato, sotto questo aspetto, Yogishvara, il 'signore degli yogin'.
La maggior parte della popolazione professa la fede hindu; l'Induismo (praticato da oltre l'80% della popolazione indiana) si differenzia da gran parte delle altre religioni per il fatto di non avere un unico fondatore e di non fare proselitismo. L'Induismo è un modo di vivere o meglio ancora una filosofia di vita.
Paramahansa Yogananda riteneva Gesù la reincarnazione di Eliseo, e sosteneva fosse discepolo di Giovanni Battista – il quale era una reincarnazione di Elia.
Induismo è una parola inventata verso la fine del 18° secolo dai Britannici ‒ colonizzatori dell'India ‒ per indicare la religione praticata, a partire da molti secoli prima della nascita di Cristo, dagli Indiani (parola la cui origine è a sua volta legata al fiume Indo).