Domanda di: Rebecca Longo | Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2026 Valutazione: 4.1/5
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L'acqua frizzante non fa male al fegato e può favorire la digestione. Non ha effetti terapeutici diretti, ma bere acqua bicarbonata, anche frizzante, può aiutare la produzione di bile e la funzione epatica. Va consumata con moderazione (1-2 bicchieri al giorno) per evitare gonfiore addominale, specialmente in chi soffre di reflusso o gastrite.
Chi soffre di disturbi digestivi come reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcere, sindrome dell'intestino irritabile, o chi ha problemi di stomaco, intestino irritabile, diverticolite e pressione alta (soprattutto con acque ricche di sodio) dovrebbe limitare o evitare l'acqua frizzante, che può peggiorare sintomi come gonfiore, acidità e bruciore, preferendo l'acqua naturale per idratarsi.
Che acqua bere per chi ha i calcoli alla colecisti?
Se soffri di colite o di calcoli alla cistifellea, porta in tavola un'acqua solfata (più di 200 mg/litro di zolfo): ha un effetto antispastico e antinfiammatorio sia sull'intestino sia sul fegato.
Bere abbondante acqua è fondamentale per mantenere la bile fluida e prevenire l'accumulo di sostanze che formano i calcoli. Cerca di bere almeno 1,5-2 litri al giorno. Assumere tisane detox (tarassaco, curcuma, cardo mariano) che stimolano la depurazione dell'organismo.
Poiché l'osmosi inversa elimina i minerali che possono precipitare nelle urine e formare calcoli, l'acqua osmotizzata può ridurre il rischio che si creino queste sostanze nelle vie urinarie.