La scienza concorda sul fatto che le piante non provano dolore nel senso animale o umano del termine, poiché mancano di un sistema nervoso centrale, di nocicettori e di un cervello per elaborare la sofferenza. Sebbene reagiscano agli stimoli (tocchi, ferite) e comunichino stress tramite segnali chimici o ultrasuoni, queste risposte non equivalgono alla percezione cosciente del dolore.
Le piante, organismi che troppo spesso consideriamo statici e privi di coscienza, potrebbero essere molto più complesse di quanto immaginiamo. Recenti ricerche suggeriscono che il mondo vegetale possieda forme di intelligenza, comunicazione e persino qualcosa di simile alle emozioni.
Le piante sono capaci di comunicare, percepire, rispondere a uno stimolo come il contatto o il cambiamento della temperatura, per alcuni studiosi sono addirittura intelligenti.
Provano dolore, gioia e agitazione, fame e pure paura: come altre specie animali, anche gli invertebrati marini hanno sentimenti. Insomma: aragoste, molluschi, polpi, calamari, gamberi e simili sono esseri senzienti.
Anche le piante soffrono. Un team di scienziati dell'Università di Tel Aviv ha scoperto che alcune specie quando subiscono uno “stress ambientale” provano dolore e lo esprimono emettendo un suono ad alta frequenza. Lo rivela il quotidiano britannico Daily Mail.