La parola "porta" deriva dal latino porta, che indica l'apertura, il passaggio o la porta di una città, legata alla radice di portare o, secondo altre interpretazioni, connessa al passaggio e alla separazione tra interno ed esterno. È un infisso destinato a chiudere o aprire un passaggio, garantendo protezione e privacy.
I primi veri documenti che testimoniano il convivere dell'essere umano con la porta sono da ricondurre al 3.000 a.C. circa, ovvero all'epoca degli antichi Egizi. Le tombe, come per tantissime altre scoperte, sono state essenziali per capire quali fossero le caratteristiche delle porte primordiali.
La porta, nell'immaginario collettivo, è associata a significati e simboli molto vari e complessi, secondo l'epoca e il luogo di riferimento, perlopiù legate all'idea di passaggio (anche nel senso iniziatico di "rito di passaggio"), chiusura e apertura.
– Primo elemento, tratto dal tema di portare, di parole composte che indicano persone incaricate di portare qualche cosa (come portabagagli, portalettere, portaordini), oppure oggetti destinati a sostenere, contenere, custodire qualche cosa (come portafogli, portalampade, portasigari), e simili.
In Svizzera è stata trovata una porta di 5.000 anni fa. Antiche porte sono state appese con agugliotti nella parte superiore e inferiore del pensile, i quali hanno scaricato il peso sull'architrave e sul davanzale, quest'ultimo fatto con alcune pietre dure come basalto o granito.