«Se non mettessi le bottiglie così, significherebbe che nelle pause potrei pensare a qualcosa di diverso dal gioco — ha detto —. In questo modo, le rendo uguali ogni volta in modo da potermi concentrare esclusivamente sul gioco e su ciò che mi aspetta».
Rafa ha una spiegazione: a suo dire, il suo corpo ha una sudorazione particolarmente sviluppata, per questo ha bisogno di qualche secondo in più per asciugarsi prima di giocare il punto successivo, sia con gli asciugamani (ne porta addirittura due, uno per ciascun raccattapalle a fondocampo) che con la maglietta.
Il logo che Nadal indossa sui propri indumenti sin dal 2013 si ispira direttamente al suo soprannome, The Raging Bull. E riproduce di fatto proprio il cranio di un toro stilizzato, pronto a colpire con la potenza di un doppio fulmine.
La beve qualche anno durante le partite. Un'acqua che viene dai Laboratorios Quinton, più precisamente della marca Totum Sport. L'aiuta contro la disidratazione, i crampi e le lesioni muscolari grazie agli elettroliti minerali contenuti nella bevanda.
Il problema cronico di cui soffre Nadal è una malformazione allo scafoide del piede sinistro. Si tratta di una condizione degenerativa che affligge una delle piccole ossa nella parte centrale del piede, determinanti però per la mobilità.