Negli ospedali si mangia presto principalmente per ragioni organizzative e logistiche, come la necessità di far coincidere i turni del personale con la distribuzione dei pasti. Questo anticipo rispetta ritmi circadiani di riposo, facilitando la digestione prima di andare a dormire, migliorando il controllo glicemico e la qualità del sonno dei pazienti.
Uno degli aspetti positivi del cenare presto è la possibilità di migliorare il controllo glicemico. Studi recenti suggeriscono che consumare il pasto serale diverse ore prima di andare a letto consente al corpo di metabolizzare meglio i carboidrati e di ridurre i picchi glicemici.
In ospedale è possibile usufruire di due tipi di pasto. Il primo è erogato con il vassoio personalizzato, con tanto di menu e specifica di calorie. I piatti sono selezionati dal paziente o dal medico. Il pasto viene preparato nella mensa dell'ospedale o in un centro di cottura esterno.
La denutrizione può dipendere dal consumo insufficiente di cibo o di un elemento nutritivo essenziale (quali vitamine e minerali). Può insorgere o peggiorare in ospedale.
Le cause principali sono tre: Poca attività fisica: il muscolo si “spegne” se non viene usato. Alimentazione ridotta: in ospedale spesso si mangia meno, sia per mancanza di appetito sia per difficoltà cliniche. Infiammazione: nei pazienti critici il corpo consuma proteine per rispondere allo stress della malattia.