Il femminile di un atleta è un'atleta. La parola "atleta" è un sostantivo di genere comune, quindi rimane invariata nel singolare, cambiando solo l'articolo: un atleta (maschile) diventa un'atleta (femminile). Al plurale, la forma diventa "gli atleti" per il maschile e "le atlete" per il femminile.
Davanti a parole in vocale si usa (anche se non obbligatoriamente) la forma UN'. Attenzione: UN' è esclusivamente femminile perché i nomi maschili in vocale usano l'articolo UN (senza apostrofo!). Quindi un insegnante è un maschio e un'insegnante è una femmina; un atleta è maschio e un'atleta è femmina.
Come capire se un sostantivo è maschile o femminile?
Per capire se un nome è maschile o femminile in italiano, osserva la desinenza: solitamente, i nomi che finiscono in -o sono maschili (es. libro), quelli che finiscono in -a sono femminili (es. casa), mentre quelli in -e possono essere entrambi (es. studente maschile, nave femminile). Altri indicatori chiave sono gli articoli che precedono il nome (il/lo/un per il maschile, la/una per il femminile) e i suffissi che cambiano (es. pittore vs pittrice).
Il femminile è un genere grammaticale, presente in molte lingue che posseggano tale categoria. Esso si applica di norma ai soggetti animati di sesso femminile, ma spesso viene usato anche con inanimati. Per esempio, in italiano sono sostantivi femminili donna (animato femminile) e tovaglia (inanimato).
In senso figurato, femmina si usa nel caso in cui ci siano due oggetti complementari fatti in modo che l'uno entri nell'altro; è detto femmina quello destinato a ricevere l'altro, a sua volta detto maschio (muro a pietre maschio e f.; la f.