Il superlativo relativo dell'avverbio "molto" è il più (o talvolta "il meno" per il relativo di minoranza), solitamente seguito da un contesto che limita l'azione, ad esempio "è quello che studiò il più tra tutti". Come superlativo assoluto, invece, si utilizza moltissimo.
Anche aggettivi che indicano valori relativi (immenso, eccellente, straordinario, infinito, enorme, ecc.) non ammettono di norma grado superlativo. In italiano standard, molto e meglio sono non aggettivi ma avverbi al grado comparativo; in alcuni dialetti si trova talvolta un uso aggettivale (es. La meglio gioventù).
Il superlativo relativo si forma anteponendo all'aggettivo (di grado positivo) l'articolo determinativo e le parole "più" o "meno", seguito da "di", "che", "tra" o "fra", per indicare la qualità al massimo o minimo grado in un gruppo. La formula è: Articolo determinativo + più/meno + aggettivo + (di/che/tra/fra) + (nome/pronome/gruppo), come in "il più bello del mondo" o "la meno veloce tra le macchine".
Viene detto anche elativo, perché «esprime il grado più elevato di intensità su una scala di valori alti ma non polari» (Merlini Barbaresi 2004: 448), che possono anche essere espressi per mezzo del ➔ raddoppiamento espressivo o dell'alterazione accrescitiva (➔ accrescitivo).