La differenza fondamentale è che la confessione perdona la colpa dei peccati e la pena eterna, riconciliando con Dio. L'indulgenza, invece, cancella la pena temporale (o "debito" spirituale) residua per peccati già confessati e perdonati, purificando le conseguenze della colpa.
Cosa cambia tra confessione e indulgenza plenaria?
“Indulgenza” significa “perdono”, e di fatto è quello che riceviamo nella confessione, con l'assoluzione del sacerdote. Plenaria indica invece che c'è una “pienezza”, un di più da ricevere… di che cosa si tratta? Dobbiamo ricordare che ogni peccato ha una duplice conseguenza.
L'indulgenza plenaria è, per la Chiesa Cattolica, la remissione totale della pena temporale dovuta per i peccati già perdonati. Anche dopo la confessione e il perdono, rimane una sorta di “debito” spirituale; l'indulgenza plenaria cancella questo debito, purificando completamente l'anima dalle conseguenze del peccato.
Qual è la preghiera per ottenere l'indulgenza plenaria?
Per ottenere l'indulgenza plenaria, oltre alle condizioni sacramentali (confessione, comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa, distacco dal peccato), si recitano preghiere specifiche come il Padre Nostro, l'Ave Maria, il Credo, e altre preghiere devozionali (es. Rosario, preghiere per i defunti), spesso legate a opere di carità, pellegrinaggi o momenti liturgici, come la preghiera "Eccomi, o mio amato e buon Gesù" durante la Quaresima.
Indulgenza Plenaria attraversando la Porta Santa nell'Anno Giubilare! Confessione: Vai a confessarti qualche giorno prima (o dopo) l'atto con cui intendi ottenere l'indulgenza. Devi essere in grazia di Dio, cioè senza peccati gravi.