Quali esami fare per la sclerodermia?

Domanda di: Ing. Jari Barbieri  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Gli esami per la sclerodermia
  • ricerca nel sangue degli autoanticorpi;
  • prove di funzionalità respiratoria e diffusione alveolo-capillare;
  • TAC dei polmoni;
  • monitoraggio dell'attività cardiaca con un'ecodopplergrafia cardiaca;
  • radiografia dell'esofago.

Come faccio a sapere se ho la sclerodermia?

Tra i Sintomi comuni della sclerodermia rientrano: indurimento e ispessimento della cute, fenomeno di Raynaud, dolori articolari diffusi, disfagia, pirosi e contrattura delle dita. La malattia esordisce spesso a livello delle mani, soprattutto delle dita (sclerodattilia), per estendersi poi ad altre aree del corpo.

Quali sono gli anticorpi che indicano la sclerodermia?

Gli anticorpi comunemente ricercati e suggestivi della presenza di una sclerodermia sono gli anti-centromero (ACA) e gli anti-topoisomerasi I (Scl70); meno comunemente ricercabili sono altri anticorpi specifici, quali gli anti PM-Scl, gli anti-RNA polimerasi I e III o gli anti-Fibrillarina (tutti questi anticorpi ...

Che differenza c'è tra sclerodermia e sclerosi sistemica?

La sclerosi sistemica (o sclerodermia) è una malattia del tessuto connettivo che coinvolge il sistema vascolare, la cute (il termine sclerodermia significa infatti “pelle dura”) e gli organi interni. La sclerodermia colpisce più frequentemente le donne, soprattutto fra i 30 e i 50 anni.

Come si manifesta la sclerosi sistemica alla mano?

Alterazioni della pelle

La sclerosi sistemica può danneggiare ampie zone di cute o soltanto le dita (sclerodattilia). A volte la sclerosi sistemica tende a restare circoscritta alla cute delle mani. Altre volte la malattia progredisce. La cute diventa più tesa, lucida e scura del normale.

Sclerosi sistemica: come fare una diagnosi precoce?