Domanda di: Dott. Loris Martini | Ultimo aggiornamento: 6 dicembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il dosaggio del DNA fetale permette di stimare il rischio di sindrome di Down (trisomia 21) e di altre due patologie genetiche, la trisomia 18 (sindrome di Edwards) e la trisomia 13 (sindrome di Patau).
Il DNA test ci rivela la nostra impronta genetica, permettendoci di mantenere il più possibile in equilibrio la nostra salute, orientando le nostre abitudini – sociali e alimentari – verso un percorso di rallentamento del processo di invecchiamento, consono all'era in cui viviamo e alle proiezioni di vita allungate.
In quale epoca si esegue? Si può fare a partire dalla decima settimana di gestazione, ma è consigliabile aspettare l'11esima, quando è più probabile che la quantità di DNA fetale confluita nel sangue materno sia sufficiente per essere isolata e quindi analizzata.
I test del DNA fetale si possono eseguire a partire dalla decima settimana di gravidanza e consentono di individuare le possibili anomalie cromosomiche del feto, in particolare alcune trisomie (cioè situazioni in cui invece che due cromosomi appaiati ce ne sono tre, come la sindrome di Down, di Edwards o Klinefelter), ...
Ma quanto è affidabile e attendibile? È estremamente affidabile nel definire il rischio di trisomia 21. Infatti riesce a identificare come ad elevato rischio più del 99% delle gravidanze in cui il feto è portatore della Sindrome di Down.