Quando conviene andare in pensione con il contributivo?

Domanda di: Ing. Tazio Ferretti  |  Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2026
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Andare in pensione con il sistema contributivo conviene generalmente quando si ha una carriera lavorativa discontinua, con buchi contributivi, o un calo significativo del reddito negli ultimi anni di lavoro. È vantaggioso per chi ha versato contributi alti in passato ma bassi di recente, o per chi ha accumulato pochi contributi (es. 20 anni).

Quando conviene l'opzione al contributivo?

Quando l'Opzione Contributivo può essere vantaggiosa? L'Opzione Contributivo può rivelarsi particolarmente utile per coloro che hanno avuto retribuzioni significative durante la loro carriera, ma che negli ultimi anni lavorativi prima del pensionamento hanno subito una sensibile diminuzione del reddito.

Pensione meglio misto o contributivo?

Applicando il calcolo misto, la quota di pensione mensile di competenza Inps risulterebbe pari a 1.689,96 euro mensili, 12,37 euro al mese in meno. Il calcolo interamente contributivo può rivelarsi maggiormente conveniente, infine, nell'ipotesi in cui si verifichi un sensibile calo dei redditi alla fine della carriera.

Quanto si perde con il ricalcolo contributivo?

Il ricalcolo contributivo genererebbe una riduzione di circa 1.388 € lordi mensili con 40 di contributi e di 1.151 € lordi mensili con 35 anni di contributi.

Quanto si prende di pensione con un montante contributivo di 400000 euro?

In tal caso, se chiede la pensione a 60 anni, otterrà una pensione annua lorda di 18.644 euro (400.000 moltiplicato 4,661%); se la prestazione la chiede a 65 anni riceverà 21.740 euro (400.000 moltiplicato 5,435%); se va in pensione a 70 anni avrà diritto a 26.164 euro (400.000 moltiplicato 6,541%).

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