Domanda di: Ing. Marzio Ricci | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Il minimo, in base alla perequazione 2023, risulta infatti pari a 563,74 euro (7.328,62 euro annui), come ribadito dalla Circolare INPS n° 135 del 22-12-2022. L'INPS riconosce l'integrazione al minimo su tutte le prestazioni previdenziali dirette ed indirette, nel rispetto di specifici limiti di reddito.
Ad essere coinvolti sono stati gli importi che non superano il minimo: in via eccezionale e transitoria – con decorrenza dal 1° gennaio 2023 – ricevono un ulteriore aumento dell'1,5% nel 2023.
I valori dal 1° gennaio 2023 sono: 563,74 euro al mese per l'importo minimo per pensioni lavoratori dipendenti e autonomi, per un valore di 7.328,62 euro annui. A questo rialzo va aggiunto l'1,5% extra stabilito dalla Legge di Bilancio 2023 che porta la cifra a 571,6 euro solo per quest'anno.
L'aumento sarà pari al 2,7 nell'anno 2024. Conti alla mano, i percettori di pensione al minimo ottengono da gennaio 46,22 euro in più e quelli che hanno almeno 75 anni ricevono un aumento lordo di 74,62 euro. Il totale annuo della pensione minima sale per i primi, a 7.430,8 euro e per i secondi a 7.800.
Il valore, calcolato sull'anno precedente quello della rivalutazione, è stato fissato per il 2023 nella misura del 7,3%. Considerato che il trattamento minimo INPS per il 2022 è stato fissato a 525,38 euro, tale importo andrà rivalutato con un aumento di 38,35 euro mensili, passando a 563,73 euro.