L'anosognosia è un disturbo neuropsicologico caratterizzato dall'incapacità o dal rifiuto di un paziente di riconoscere la presenza dei propri deficit neurologici, motori o cognitivi (come paralisi, cecità, afasia o disturbi di memoria). Derivante dal greco "mancanza di conoscenza della malattia", è spesso causata da lesioni cerebrali, specialmente nell'emisfero destro, o da malattie neurodegenerative come la demenza frontotemporale.
L'anosognosia (o nosoagnosia) è un disturbo neuropsicologico che consiste nell'incapacità del paziente di riconoscere e riferire di avere un deficit neurologico o neuropsicologico.
Anosognosia: in ambito neurologico il termine viene utilizzato per indicare una situazione patologica in cui è presente scarsa consapevolezza di un deficit motorio e/o cognitivo a seguito di una lesione cerebrale o insulto cerebrale, in assenza di un deficit intellettivo rilevabile e generalizzato.
Come si comporta una persona con deficit cognitivo?
Una persona con problemi cognitivi può mostrare difficoltà di memoria, attenzione, linguaggio e pianificazione, oltre a cambiamenti di personalità come irritabilità, apatia, ansia o confusione, manifestando comportamenti ripetitivi e problemi di coordinazione, con sintomi che variano in base alla gravità del disturbo, come problemi nel trovare le parole giuste, disorientamento o incapacità di seguire conversazioni.
L'agnosia (dal Greco “non riconosco”) è un disturbo del riconoscimento di oggetti o persone (in questo caso di parla di proposopagnosia, dal Greco "prosopon" che significa il volto) o anche di suoni verbali o ambientali, pur in assenza di deficit visivi o dell'udito.