La sindrome di Icaro, ispirata al mito greco, indica un quadro psicologico di personalità narcisistiche che, sovrastimando le proprie capacità e ignorando i propri limiti (l'ambizione eccessiva), intraprendono "voli" troppo alti destinati al fallimento, spesso con cadute rovinose o burn-out. Simboleggia il pericolo di sfidare le leggi naturali e la mancanza di prudenza.
L'intero componimento è dedicato a Icaro, il figlio dell'inventore ateniese Dedalo, e Giordano Bruno vi condensa il tentennamento dello spirito, il dubbio tra la paura di slanciarsi verso l'alto e il coraggio di ascendere al cielo, tra le nuvole.
La sua temeraria ascesa lo portò a una fine drammatica, con le ali che si sciolsero a contatto con il calore e lo fecero precipitare senza possibilità di salvezza nelle acque del mare. Questa storia mitologica di Icaro ci insegna il valore della prudenza e del rispetto delle distanze di sicurezza.
Nel caso di Lucifero le ali riflettono la sua natura angelica, il suo orgoglio e la sua caduta, mentre in Icaro simboleggiano l'ambizione umana e mettono in guardia dal pericolo dell'hybris.