Che differenza c'è tra malto e orzo?

Domanda di: Adriano Mazza  |  Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023
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Il Malto, processo di realizzazione L'orzo, dopo essere stato raccolto, viene sottoposto ad una serie di processi che lo trasformano in malto, dal quale dipendono gusto, colore e alcolicità della bevanda. Le fasi principali sono 3: Germinazione, Essicazione, Tostatura.

A cosa serve il malto negli impasti?

Il malto è utilizzato come miglioratore naturale soprattutto nella panificazione: aggiusta, per dirla in gergo, la flora batterica degli impasti, migliora la lievitazione e regala al prodotto sfornato quel colore ambrato che si può ammirare tra i banchi di forni e panifici.

A cosa serve il malto d'orzo?

A seconda del cereale da cui si ricava, il malto può poi avere delle specifiche proprietà benefiche: il malto d'orzo risulta essere disintossicante e depurativo per il fegato, mentre il malto di frumento sembrerebbe essere in grado di prevenire e curare gonfiori, irritazioni e congiuntiviti.

Come si trasforma l'orzo in malto?

Dopo la prima fase, si effettua la germinazione. Durante questo processo, dopo una stimolazione ormonale, si verifica la biosintesi. La biosintesi è la formazione degli enzimi che degradano le molecole complesse del seme. Dopo la bagnatura e la germinazione l'orzo si trasforma in malto.

A cosa serve il malto d'orzo nei dolci?

Molto spesso il malto d'orzo viene utilizzato come dolcificante per torte, biscotti e pronti da forno, anche perché ne favorisce la lievitazione e la digeribilità.

Perché si usa il malto d'orzo?