Considerando quanto visto finora, è lecito chiedersi se le carte prepagate sono soggette al controllo dell'autorità fiscale. Domanda importante per un argomento con implicazione delicate, ma dalla risposta chiara: le carte prepagate sono controllate e sono comprese all'interno dell'anagrafe dei conti correnti.
Carte prepagate e controlli retroattivi, come funzionano
In ogni caso, il contribuente deve dichiarare le somme percepite sulla carta prepagate solo se costituiscono reddito imponibile ovvero si tratta di importi da tassare.
Cosa succede se non si dichiara una carta prepagata?
In sintesi, se non si dichiara una carta prepagata in alcuni casi si può configurare il reato di omessa dichiarazione dei redditi o quello di infedele dichiarazione. Ciò avviene solo quando gli importi sottratti al fisco superano le soglie previste dalla legge.
Carta prepagata Viabuy. La carta Viabuy non consente la non tracciabilità delle operazioni, però garantisce un alto livello di privacy. Si tratta di una carta prepagata ricaricabile con IBAN inglese e non prevede controlli sulla solidità finanziaria o sul reddito dimostrabile per essere rilasciata all'utente.
L'Agenzia delle Entrate può operare controlli retroattivi sulle ricariche Postepay, può eseguire accertamenti per omesso dichiarazioni di redditi andando a ritroso anche di un lasso di tempo non superiore ai 5 anni.