Prima dell'invenzione del telefono, la comunicazione a distanza si basava su messaggeri fisici (a piedi, cavallo, piccioni viaggiatori), segnali visivi come falò e torce, e, nel XIX secolo, sul telegrafo, che trasmetteva messaggi in codice Morse tramite impulsi elettrici. Anche le lettere cartacee e il telegrafo ottico erano metodi comuni.
Il comunicare a distanza ha trovato nel tempo metodi di attuazione via via più sofisticati ed efficienti, come ad esempio: i messaggeri a piedi o a cavallo di Greci e Romani, • i falò (o grandi torce) sulle cime delle colline nel Medioevo.
Come si comunicava prima dell'invenzione del telefono?
La trasmissione a distanza della voce si basava sulla trasformazione di una vibrazione acustica dell'aria in una corrente modulata lungo un filo. La comunicazione richiedeva che fosse stabilito un collegamento tra coppie di utenti; un progresso importante consistette nella commutazione automatica.
L'Ottocento e i primi esperimenti di telegrafia elettrica
Fino alla prima metà del secolo la corrispondenza era cartacea ed era recapitata dai servizi postali. Le missive viaggiavano su servizi di corriere, che avevano tratto beneficio dallo sviluppo della rete di strade postali nel Settecento.
Prima era al contrario: tutti usavamo una macchina fotografica e anche quando i primi smartphone avevano la fotocamera integrata non la usava nessuno. Che fosse digitale, analogica o di carta quindi usa e getta (giuro), era normale portarsi dietro questo aggeggio se volevamo collezionare ricordi e condividerli.