Domanda di: Sig.ra Maria Serra | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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L'infezione si diffonde per via oro-fecale, ovvero attraverso il trasferimento (di norma indiretto) dall'ano di un ospite alla bocca di qualcuno, per esempio attraverso le mani (in caso di cattiva igiene dopo essere andati in bagno) o attraverso indumenti contaminati, biancheria da letto, cibo, giochi, …
Le infestazioni da vermi intestinali possono avere origine in diversi modi; tra le circostanze causali più note e diffuse, rientrano: il consumo di carni crude o poco cotte, il consumo di cibo o acqua contaminati dalle uova dei vermi intestinali, e il contatto con oggetti, rifiuti o feci contaminati.
Di solito, avviene per mezzo delle mani che hanno toccato, in precedenza, oggetti contaminati. Se la persona infetta tocca con le mani sporche lenzuola, biancheria intima, asciugamani, sedili per WC, giocattoli o altri oggetti, trasferisce sopra di essi le uova che possono, quindi, infettare un'altra persona.
Diagnosi. La diagnosi avviene in genere attraverso un esame delle feci; con l'analisi al microscopio è infatti possibile individuare la presenza delle uova del parassita. Più raramente è possibile accorgersi della parassitosi notando il verme nelle feci o dopo un colpo di tosse.
Il medico prescrive di solito un farmaco antielmintico, capace di eliminare i vermi intestinali, come il mebendazolo: va preso 2 volte al giorno dopo i pasti per una settimana. Negli ultimi 3 giorni si associano anche lassativi, per facilitare l'eliminazione del parassita. Può essere necessario un secondo ciclo.