L'espressione corretta è tra l'altro (o fra l'altro), scritta in tre parole, e si usa per introdurre un'informazione aggiuntiva, secondaria o per citare un elemento tra i tanti, significando "inoltre", "per di più", "tra le altre cose" o "oltretutto". Scriverlo unito ("tralaltro") è un errore ortografico, derivante da una fusione nel parlato.
Tralaltro non è una parola riconosciuta dalla grammatica italiana: si tratta di un errore di fusione legato alla rapidità del parlato. Scriverla in un testo equivale a commettere un errore ortografico.
Diversamente in GRADIT 2007 avantieri, tradotto con il sintagma "di uso comune" l'altro ieri, è glossato come "di basso uso"; anche ieri l'altro è annotato come di "di uso comune" ("di basso uso" sarebbe invece la variante ierlaltro), senza alcun riferimento a usi regionali o letterari.
[comp. di tale e altro]. – Qualche altro, alcun altro. Si usa sempre in correlazione a taluno, o a tale in funzione di pronome: taluno lo preferisce marrone, t.