Il più famoso dei filosofi, il leggendario Socrate, fu condannato a bere un potente veleno, la cicuta, in seguito all'accusa di corrompere i giovani e di non credere negli dèi. Il misfatto avvenne nel 399 a.C., e Platone lo ricorda in un dialogo ricco di pathos, il Fedone.
Perché Socrate accetta la condanna a morte e non preferisce piuttosto scappare? Apollonio Rodio il 26 Marzo 2017 ha risposto: In sostanza, per estrema coerenza alle proprie convinzioni. Socrate, infatti, afferma, nell'Apologia di Platone, che è meglio subire un'ingiustizia piuttosto che compierla.
"Il processo di Socrate" Siamo in Atene, nel 399 a . C .; l'Areopago si è adunato per giudicare un cittadino che alcuni ritengono una delle più grandi menti dell'umanità mentre per altri è un pericoloso nemico dello stato.
Gli accusatori di Socrate, Meleto e. dietro di lui, Anito, appartenevano, significativamente, alla parte democratica. I capi d'accusa contro Socrate erano tre: Socrate non crede negli dei della città
L'ultimo discorso di Socrate è breve e si conclude con la celebre frase: "Ma ora è tempo di andare, io a morire, voi a vivere: chi di noi vada verso un destino migliore, è ignoto a tutti, fuorchè al Dio". La morte di Socrate viene descritta da Platone nel dialogo Fedone.