Perché Gesù ha cambiato il nome di Simone in Pietro?
Domanda di: Ing. Concetta Martino | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Un cambio radicale, riflesso anche nel cambiamento del suo nome, da Simone bar Giona a Cefa (dal greco kephalé, capo), poi ulteriormente determinato come Pietro (Petros in greco), un nome mutuato dal sostantivo “pietra” (cf. Giovanni 1,42; Matteo 16,16) con l'esplicita intenzione di indicare stabilità e fondamento.
Andrea, il fratello di Simone, era uno dei due discepoli e per primo egli avvertì suo fratello: “Abbiamo trovato il Messia”, e lo condusse da Gesù, il quale, “fissando lo sguardo su di lui, disse: Tu sei Simone, il figlio di Giovanni: ti chiamerai Cefa”, che vuol dire Pietro.
È il nome che Gesù impose (Giovanni 1, 42) a Simone, figlio di Giona (Matteo 16, 17; in Giovanni 1, 42 è detto però "figlio di Giovanni") e fratello di Andrea di Betsaida (v. Pietro). Aram (ebr.
Simone (detto lo Zelota nel vangelo di Luca e il Cananeo nei vangeli di Marco e Matteo; Cana, ... – Pella o Suanir, 107) è stato uno degli apostoli di Gesù, ma ben poco è stato tramandato della sua figura, a parte il nome. Viene venerato da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei santi.
Deriva dall'aramaico כיפא (kēp̄ā) o dal siriaco kefa, che vogliono dire "roccia", "pietra", "sasso". Questo termine venne usato da Gesù, che così soprannominò l'apostolo Simone nella celebre frase "Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa" (Mt 16:18-19).