Cosa fanno con i feti morti?

Domanda di: Rebecca Carbone  |  Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023
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I feti nati morti nell'età gestazionale compresa tra le 20 e le 28 settimane vengono definiti «prodotti abortivi». In tal caso, la sepoltura è obbligatoria. Entro 24 ore, i genitori possono occuparsene personalmente. Nelle ore successive, la sepoltura avviene a carico della struttura ospedaliera in accordo col Comune.

Dove va a finire il feto dopo l'aborto?

Se l'aborto avviene prima delle 20 settimane di gestazione, i bambini vengono chiamati 'prodotti abortivi', equiparati a 'rifiuti speciali ospedalieri' dei quali è previsto lo smaltimento (Dpr 254/2003) tramite termodistruzione in discariche pubbliche, fogne, o sepolti insieme agli arti amputati.

Cosa si fa con un feto morto?

(Decesso fetale)

I medici eseguono esami del sangue per cercare di identificare la causa della morte in utero. Se il feto morto non viene espulso, la donna può ricevere farmaci per stimolare l'utero a espellere il contenuto oppure quest'ultimo viene rimosso chirurgicamente mediante dilatazione ed evacuazione.

Dove seppellire un feto?

Per seppellire bambini in età gestazionale inferiore alle 20 settimane è necessario richiedere i resti mortali del bambino all'ospedale e i permessi per il trasferimento al cimitero all'ASL.

Quanto tempo si può stare con il feto morto?

Sebbene gli studi ci dicano che il naturale decorso dopo una morte intrauterina è una fisiologica spontanea attivazione del parto entro le due settimane dalla morte del bambino, solitamente si preferisce indurre il parto entro le 48 ore successive alla diagnosi, soprattutto per evitare possibili rischio per la salute ...

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