Il pignoramento non è immediato, ma scatta solitamente dopo 8-10 mesi di mancati pagamenti, preceduto da solleciti e un atto di precetto. L'azione esecutiva inizia formalmente se non si paga entro 10 giorni dalla notifica del precetto (o 60 giorni per cartelle esattoriali), mirando a pignorare conti, stipendi o beni per saldare il debito.
Il precetto è una vera e propria intimazione di pagamento, con la quale si dà al debitore un termine di 10 giorni per saldare il debito. Questo documento è cruciale perché rappresenta l'ultimo avviso formale prima del pignoramento.
Al pignoramento si giunge dopo che il creditore ha provveduto a notificare al debitore il titolo esecutivo e il precetto. Il precetto diventa inefficace, se nel termine di novanta giorni dalla sua notificazione non è iniziata l'esecuzione.
Generalmente si pignorano per primi i beni più liquidi e facilmente monetizzabili, come i conti correnti (salvo una quota di sussistenza), i salari/pensioni (fino a un quinto, con quote di sussistenza protette) e altri beni mobili come auto, gioielli o crediti verso terzi, mentre la prima casa è pignorabile per debiti privati (mutui, finanziarie), ma protetta per debiti fiscali se è l'unica abitazione, residenza e non di lusso.
Pignoramento se non si possiede nulla: si può agire sulla pensione o sullo stipendio. Naturalmente, se il debitore nullatenente è pensionato oppure stipendiato è possibile richiedere il pignoramento di pensione o stipendio fino a un massimo del quinto dell'importo percepito.